Interviste al X° Meeting dei Giornalisti del Mediterraneo

Interessante e ricco di spunti di riflessione il “X Meeting dei giornalisti del Mediterraneo”, che si è svolto a Cagliari nelle giornate tra il 6 e il 9 maggio 2010. Sono stati affrontati tanti temi e tra questi quello relativo alla libertà di stampa nel nostro Paese, una sorta di “botta e risposta” tra alcuni rappresentanti della stampa presenti in sala e il Sottosegretario agli Affari Esteri con delega per il Medio-oriente, l’On. Stefania Craxi.

Francesco Birocchi (Presidente dell’Associazione Stampa Sarda) e successivamente Filippo Peretti (Presidente dell’Ordine dei giornalisti della Sardegna) hanno espresso la propria contrarietà su alcune azioni del governo in carica, riferendosi, nello specifico, al ddl Alfano sulle intercettazioni. Francesco Birocchi: “…i rapporti tra politica e informazione sono diventati pessimi; non passa giorno che i giornalisti non vengano sottoposti ad attacchi violenti per cercare di abbatterne la credibilità … ci dicono che siamo dei farabutti, che descriviamo un Paese che non c’è. Invece l’Italia che soffre c’è davvero. Il governo dice che tutto va bene, che la ripresa è cominciata: chi sostiene il contrario viene messo a tacere o definito portatore di sventura”. Ancora un passaggio di Birocchi: “L’Italia è al 72° posto al Mondo e al 24° in Europa (su 25 nazioni) per la libertà di informazione. Il motivo dipende dal fatto che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, controlla tre grandi televisioni nazionali e come leader della maggioranza decide chi deve comandare alla Rai (servizio pubblico). Silvio Berlusconi ha detto che in Italia c’è troppa libertà di stampa. Il conflitto di interessi dell’uomo più potente del Paese sta creando molti problemi”. “Il parlamento italiano infine si appresta a votare una legge pericolosissima nota come legge sulle intercettazioni, che con il pretesto di proteggere la privacy dei cittadini, in realtà limita la possibilità di informare l’opinione pubblica su indagini di magistratura e forze dell’ordine”.

A Birocchi fa seguito Filippo Peretti: “Il problema delle intercettazioni. Noi abbiamo detto che con il ddl si attua una censura preventiva. Un fatto molto grave, incostituzionale, al quale bisognerà reagire in maniera decisa e coerente. Immaginiamo che in questi giorni i giornali non avrebbero potuto scrivere della vicenda Scajola perché è ancora riservata. Con la nuova legge i giornalisti sarebbero stati impossibilitati a scrivere questa notizia, o condannati se lo avessero fatto. Questo non può avvenire in un Paese democratico”.

Questa la “botta”. La “risposta” arriva quando a parlare è Stefania Craxi: “Questo Meeting è stato organizzato per discutere di tematiche molto importanti come il ruolo della stampa nella crescita civile e sociale, nella pace e nella stabilizzazione dell’area del Mediterraneo. Siccome da questo palco sono state lanciate accuse al sistema e al Presidente del Consiglio, mi corre l’obbligo di dare una risposta. Nel nostro Paese sfido chiunque a dire che non c’è libertà di stampa. La stampa è talmente e tanto libera, che è stata libera negli anni passati di organizzare vere e proprie campagne di diffamazione con obiettivi politici”. “Si può dire che nella stampa italiana nel suo complesso ci sia un’anomalia: la stampa da noi non appartiene, come succede in genere negli altri paesi ad editori puri, ma a interessi economici, finanziari. Il Presidente del Consiglio è stato accusato di decidere in Rai; nell’Azienda radiotelevisiva italiana, se si fa onestamente un conteggio delle trasmissioni antigovernative e di quelle filogovernative, le prime indubbiamente sopravengono le seconde. Il Corriere della Sera appartiene a una compagine finanziaria e bancaria; c’è Repubblica che da anni si muove come un giornale di partito. Ma ribadisco questa non è la sede per fare un discorso su questo tema”. Stefania Craxi ha poi parlato ai presenti del tema che era previsto dal programma, quello come accennato relativo all’importanza del dialogo, al rispetto delle diversità e alla solidarietà che devono animare sempre più il settore del giornalismo, etico, vero, fautore di pace ed equilibri socio-culturali.

La discussione sulla libertà di stampa in Italia è stata chiusa dall'intervendo di Franco Siddi: “Per quanto riguarda le affermazioni dell’Onorevole Craxi, esse sono state critiche e severe, rispetto alle opinioni che sono state espresse legittimamente dai colleghi rappresentanti della stampa. Noi siamo assolutamente rispettosi dei valori istituzionali, ma anche del pluralismo di idee. Le ragioni sono diverse e spero si abbia modo di chiarirle”.

Con le parole: ”Anche io ho espresso le mie opinioni legittimamente, con rispetto” che Stefania Craxi  ha pronunciato dalla sua poltrona in prima fila, rivolta  a Franco Siddi, si è chiuso il breve ma importante scambio di opinioni sullo stato della libertà di stampa oggi nel nostro Paese.

Maria Lucia Meloni

Ultimo aggiornamento (Giovedì 08 Luglio 2010 08:24)

 
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