Siddi, Segretario Generale della FNSI: "La libertà di stampa non è mai troppa"

“La libertà di stampa non è mai troppa”. Probabilmente è questa la frase simbolo delle dichiarazioni che Franco Siddi ci ha rilasciato durante una pausa del “X Meeting dei giornalisti del Mediterraneo” che si è svolto dal 6 al 9 maggio 2010 presso il T Hotel a Cagliari. Franco Siddi è dal 2004 Segretario generale della FNSI (Federazione Nazionale della Stampa Italiana), il sindacato unitario dei giornalisti italiani. D La Sardegna, Cagliari e questo X° Meeting.

R   L’Unione per il Mediterraneo può essere un trampolino di lancio importante. La Sardegna può diventare la piattaforma di un disegno in cui anche il giornalismo si impegna a fare la sua parte nel dialogo interculturale, civile e professionale. Il Sindaco di Cagliari, Emilio Floris, nel suo intervento durante la cerimonia di apertura del “X Meeting dei giornalisti del Mediterraneo” in Municipio, si è offerto di organizzare a Cagliari una sede permanente di confronto, formazione, partecipazione e dialogo tra i giornalisti del Mediterraneo. La proposta del Sindaco è stata da noi tutti accolta con favore. Speriamo di poterla concretizzare se le istituzioni manterranno questa volontà  e vorranno dare uno sviluppo all’iniziativa.

D   La volontà mi sembra sia quella di intensificare i contatti tra tra giornalisti provenienti da paesi che si affacciano sull’area del mediterraneo.

R   Il Meeting del Mediterraneo si svolge di norma ogni 2 anni o ogni anno. Io ho la fortuna di far parte da qualche tempo dell’ufficio di coordinamento. Mi sento quindi particolarmente impegnato in questo senso. Ho già avuto modo di vedere i colleghi del Marocco. Da parte loro è nata la proposta di un luogo di scambio permanente, offrendo le nostre due sedi, la Sardegna e il Marocco, come base. E’ naturalmente una prima ipotesi di lavoro per il futuro, stiamo già iniziando a programmare.

D   Parliamo della libertà di stampa.

R   La libertà di stampa non è mai troppa. Di qualunque tipo essa sia. Meglio subire qualche problema da un’informazione che nulla trascura, piuttosto che porsi il problema di cosa nascondere. Naturalmente si parla di fatti che contano, che hanno una certa rilevanza. Ciò che è vitale, la linfa di una società, non può essere mai nascosto, o censurato o oggetto di autocensura. Certamente al giornalista è richiesto di operare con responsabilità, con un senso etico profondo.

D La situazione dei giornalisti nel nostro Paese ?

R In Italia in questo momento i giornalisti vengono presi di mira dal potere, vengono considerati un componente della competizione politica. Dobbiamo uscire da questo, anche noi dobbiamo fare qualcosa di più come categoria. I tempi di Pajetta, Arfè, Gonella, che sui loro giornali si confrontavano con vigore ma anche con rigore, sono finiti: meno ideologia, meno  ideali e meno scontro politico puro, ma si affacciano   giornali e giornalisti che a volte affrontano il politico sullo stesso piano della competizione tra uomini di fazione. Anche questo genera squilibri rilevanti. L’indipendenza del giornalista si fonda soprattutto sul rigore e sulla verifica dei fatti. 

Maria Lucia Meloni